Il progetto SmartCherry dal territorio della Ciliegia di Lari Igp

Un Sistema di Supporto alle Decisioni (DSS) per smartphone per gestire il ceraseto, ideale anche per le piccole e medie aziende agricole: obiettivi, prove in campo e risultati del progetto SmartCherry.

SmartCherry è un progetto di innovazione digitale sviluppato all’interno del programma europeo Horizon Europe OpenAgri. Il suo obiettivo principale è offrire alle piccole e medie aziende cerasicole una soluzione tecnologica accessibile ed economica – basata sull’uso dello smartphone – per supportare la difesa fitosanitaria e la gestione agronomica del ciliegio.

L’iniziativa è focalizzata sul territorio della Ciliegia di Lari IGP (Toscana) e mira a ridurre l’impatto ambientale delle lavorazioni, incrementare la sostenibilità e migliorare i margini di profitto delle aziende agricole. Il progetto è stato sviluppato da Agrobit e Cia Toscana, coinvolgendo tre aziende agricole pilota: Azienda Agricola Impronta, Azienda Agricola Luca Zaupa e Azienda Agricola Mastrociliegia.

In particolare, il DSS sviluppato permette di:

  • Ricreare un modello tridimensionale (digital twin) del ciliegio: attraverso l’acquisizione di foto da smartphone, calcola parametri biometrici fondamentali come altezza, spessore, volume della chioma, Leaf Area Index (LAI), Tree Row Volume (TRV) e Leaf Wall Area (LWA).
  • Integrare dati meteo e modelli predittivi: genera allerte tempestive su avversità climatiche (es. gelate) e sulla presenza di patogeni o insetti dannosi (Monilia spp., Drosophila suzukii, Rhagoletis cerasi).
  • Garantire l’operatività offline: per superare i problemi di connettività tipici delle zone rurali, l’app elabora i dati direttamente sul dispositivo (edge) senza rete, sincronizzandosi con il cloud non appena torna la connessione.
  • Generare report automatici: produce documentazione in formati standardizzati relativi alle operazioni colturali, facilitando la conformità ai disciplinari di certificazione IGP e la comunicazione con gli enti di controllo.

Le sperimentazioni condotte nella stagione 2026 hanno evidenziato notevoli benefici:

  • Riduzione degli input (15% – 25%): grazie alla stima precisa della chioma, è stata ottimizzata la distribuzione delle miscele, riducendo il consumo di acqua e agrofarmaci.
  • Taglio dei costi di produzione (20% – 30%): risparmio derivante dal minor consumo di prodotti chimici e dalla riduzione del tempo necessario per il monitoraggio manuale in campo.
  • Elevata accuratezza: il sistema ha mostrato un’accuratezza delle raccomandazioni compresa tra l’88% e il 95% (a seconda del funzionamento edge o cloud) e un’accuratezza predittiva per insetti e malattie tra l’85% e il 90%.

I risultati del progetto sono stati presentati durante l’evento finale tenutosi l’8 ottobre a Lari, all’interno del Castello dei Vicari. L’incontro ha visto la partecipazione di Simone Kartsiotis (Agrobit) e Massimo Gragnani (Servizio Fitosanitario della Regione Toscana), che si sono confrontati sulle strategie per la gestione sostenibile del ceraseto e dell’oliveto.


Pubblicato su Dimensione Agricoltura n. 10/2026